giovedì 2 aprile 2009

La mulattiera del Calvario


Carissimi,
ecco l'ultima delle lettere di don Tonino Bello.
Buona strada
Massimiliano

Tra le tante “crocifissioni”. di cui è piena la storia dell'arte, quella che prediligo è la Crocifissione di Matthias Grunewald. Soprattutto per un particolare. Ai piedi della croce, il pittore tedesco con un audace anacronismo ha collocato Giovanni Battista, il quale ha un dito enorme puntato su Gesù morente. Quell'indice impossibile domina lo scenario e sta a dire che, per noi credenti, il Crocifisso resta l'unico angolo prospettico da cui giudicare la storia.
Mi ha fatto piacere leggere che il teologo Karl Barth amasse tanto, anche lui, questo quadro cinquecentesco. Una copia se la tenne sempre sulla scrivania, e a chi si meravigliava della mano sproporzionata del Battista soleva ripetere: “Questa è proprio la mano che viene documentata dalla Bibbia”.

Perdonatemi i riferimenti dotti, voi soprattutto, che non avete mai sentito parlare né di Grunewald, né di Barth. Mi pento del mio stupido sfoggio di cultura e sostituisco subito a quei nomi difficili i vostri poveri nomi.
Il nome tuo Damiano, che stamattina, quando hai finito di raccontarmi l'odissea di una vita incredibile, sei scoppiato a piangere vergognandoti dei tuoi quarant'anni. E non ti decidevi ad uscire dal mio studio, perchè gli altri non si accorgessero dei tuoi occhi arrossati.
Il nome tuo, Luigi, oppresso dai debiti, con una figlia scappata di casa, incompreso da tua moglie che ti rinfaccia una laurea che non ti è servita a niente, costretto a fare lunghe anticamere per mezza supplenza, per spezzoni di lavoro, per brandelli di impiego.
Il nome tuo, Anna Maria, che hai un figlio handicappato e un marito che si è fatta un'altra donna. E ogni sera torna a casa ubriaco e ti violenta.
Il nome tuo, Angela, che a trent'anni sei rimasta vedova, e ora sei invecchiata di colpo, con sei figli sulle spalle. Hai già i capelli bianchi, non ti guarda più nessuno e ti hanno sfrattata senza misericordia.
Il nome tuo, Franco, che hai interrotto l'università per un esaurimento. E i tuoi, i quali pure continuano a fare tanti sacrifici per te, stentano a capirti. Tutti ti dicono che sei diventato un orso. E la sera in villa non ci vai più, perchè nessuno si ferma a chiacchierare con te.
Il nome tuo, Rosanna, che hai perso il gusto di vivere e non hai più fiducia di nessuno, perchè il ragazzo ti ha lasciato dopo otto anni di fidanzamento, tuo padre, marittimo, da quando l'hanno sbarcato litiga sempre con la mamma, il fratello piccolo si buca, e tu non hai neppure il dono di credere in Dio.
Il nome tuo, Piero, il nome tuo, Alfonso, disoccupati, avviliti, stanchi di vivere, che non ce la fate più a trascinarvi. Il nome tuo, Silvia, il nome tuo Teresa, che forse non vi accorgete neppure di soffrire, perchè alla croce ci state attaccate fin dalla nascita.

Un giorno, quando avrete finito di percorrere la mulattiera del Calvario e avrete sperimentato come Cristo l'agonia del patibolo, si squarceranno da cima a fondo i veli che avvolgono il tempio e finalmente saprete che la vostra vita non è stata inutile. Che il vostro dolore ha alimentato l'economia sommersa della grazia. Che il vostro martirio non è stato un assurdo, ma ha ingrossato il fiume della salvezza raggiungendo i più remoti angoli della terra.
Coraggio. La vostra storia crocifissa è già impregnata di Risurrezione.


+ Tonino Bello

1 commenti:

santo ha detto...

tanti saluti dalla "task-force" abruzzese dalla tendopoli di villa sant'angelo (aq). Qui tutto bene e auguriamo a tutti una serena e felice pasqua. La nostra possiamo dire che lo è stata, nonostante la situazione sia per tante persone difficile perchè hanno perso tutto.

Un fraterno buona strada